Problematiche

L’energia ha svolto da sempre un ruolo centrale nelle relazioni economiche tra Tunisia e Italia, e a sua volta la Regione Siciliana gioca un ruolo significativo in queste relazioni. Dalle analisi SWOT dell’ambiente nel programma Italia Tunisia 2007-2013, emerge tra le minacce, l’aumento del consumo energetico non rinnovabile nei territori di cooperazione (Sicilia e Tunisia).Sul piano ambientale, l’utilizzo delle energie rinnovabili a grande scala è il migliore modo per partecipare alla protezione dell’ambiente globale attraverso la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. Sul piano economico e sociale, oltre alla riduzione della fattura energetica e all’economia di valuta, lo sviluppo delle filiere di energie rinnovabili può avere degli impatti economici non trascurabili in termini di creazione di posti di lavoro, d’integrazione e incremento del valore aggiunto industriale. In Tunisia, la tendenza alla crescita delle importazioni nette di prodotti energetici (petrolio) è in corso da un decennio, frutto da una parte di una produzione stagnante e, dall’altra, di una domanda che aumenta a tassi elevati (circa il 6% l’anno). Nei prossimi anni, la differenza fra l’offerta e la domanda si accentuerà sempre di più, da una parte a causa dell’esaurimento dei principali giacimenti di petrolio presenti nel territorio tunisino, e dall’altra a causa del rapido aumento del consumo energetico. È previsto infatti che il deficit energetico raggiungerà circa 8 Mtep nel 2011. A tutto questo si aggiunge il fatto che, sul piano ambientale, gli anni '90 sono stati caratterizzati dalla sempre maggiore preoccupazione della comunità internazionale per gli effetti del riscaldamento planetario, dovuto alle emissioni di gas ad effetto serra. Queste preoccupazioni hanno portato alla firma della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (CNUCC), a seguito della Conferenza di Rio del 1992.La Tunisia, firmataria della Convenzione Quadro dal 1993, ha ratificato il Protocollo di Kyoto il 22 gennaio 2003 (l’Italia il 31 Maggio 2002), e si è attivamente impegnata nella causa mondiale: in effetti pero, dalle analisi SWOT dell’ambiente citate nel programma Italia Tunisia 2007-2013, emerge come debolezza, il ritardo nei confronti degli obiettivi individuati dal protocollo di Kyoto. Le Energie rinnovabili permettono di ridurre lo squilibrio previsto del bilancio energetico nazionale tunisino, diminuendo i consumi da fonti energetiche convenzionali. Lo studio sull’ambiente e energia nell’area di cooperazione nel programma Italia-Tunisia 2007-2013, evidenzia come in Sicilia la strategia 2007-2013 prevede l’attivazione di filiere produttive di tecnologie energetiche, agro-energetiche e biocarburanti al fine di razionalizzare la domanda di energia e ridurre le emissioni nocive nell’ambiente. Malgrado i risultati raggiunti a livello europeo (l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili costituisce il 19,6% della produzione totale di energia, fonte IEA, 2006), nei territori tunisini e siciliani la percentuale di produzione di corrente elettrica da fonte rinnovabile rispetto l’autoconsumo è pari al 5%.

Da questa analisi emerge quindi che, se da una parte esiste nei territori siciliani e tunisini la necessità di sviluppare le energie rinnovabili, dall’altra esiste un ritardo (rispetto alla media europea) imputabile a diverse cause di natura prevalentemente tecnico-economiche e politiche. Ciò determina la necessità di programmare interventi concreti che porteranno ad uno sviluppo maggiore delle energie rinnovabili nei diversi comparti che lo costituiscono con un approccio integrato e sostenibile in tutti i punti di vista: economico, sociale, politico e ambientale.

 

 

 

Obiettivi

Obiettivo generale del presente progetto è la diffusione delle energie rinnovabili in Tunisia e in Sicilia, così come previsto nel campo “opportunità” delle Analisi SWOT dell’ambiente e dell’energia nello spazio di cooperazione del “Programme Italie-Tunisie 2007-2013“. Obiettivo specifico è la valutazione di alcuni sistemi colturali atti alla produzione di olio vegetale per scopi energetici nel nord della Tunisia, nonchè l’individuazione delle migliori modalità di dislocazione del prodotto finito (olio) nei territori di cooperazione e in ambito internazionale.

 

La dimensione transfrontaliera del presente progetto è legata alla necessità di incrementare la diffusione delle energie rinnovabili nei territori siciliani e tunisini A questo si aggiunge che esiste una notevole similarità climatica fra il nord della Tunisia e la Sicilia: ciò implica che i risultati (di natura tecnica) che si avranno in Tunisia, potranno essere applicati anche nel territorio siciliano. Nella fattispecie verranno prese in considerazione diverse colture (almeno una arborea e una erbacea) che verranno impiantate in parcelle diverse localizzate possibilmente all’interno del medesimo sito. Le colture sono state scelte in funzione di uno studio bibliografico mirante ad individuare quelle colture oleaginose caratterizzate da un sufficiente livello di rusticità che ne consentisse la crescita in terreni marginali e ambienti caratterizzati da livelli di fertilità medio-bassi: ciò al fine di impedire in futuro la diffusione di queste colture in terreni destinati a colture alimentari. Attraverso questo progetto si dovrà:

  • Eseguire una valutazione tecnico-economica di almeno due diversi sistemi colturali atti alla produzione di olio vegetale a scopo energetico: coltura erbacea (Brassica carinata) e coltura arborea (Jatropha curcas L.);

  • Eseguire una valutazione sull’impatto ecologico delle colture sul territorio tunisino interessato;

  • Eseguire una valutazione analitica del mercato mondiale degli oli vegetali: tale valutazione sarà finalizzata all'individuazione dei flussi di mercato presenti e futuri relativi alla fasi di commercializzazione degli oli vegetali.

L’azione qui presentata, si inserisce nella Priorité 2 ossia la Promotion du développement durable ed in particolare nella mesure 2.1: Développement des énergies renouvelables. Obiettivo è la valutazione (tecnica, economica e di impatto ecologico) di alcuni sistemi colturali atti alla produzione di olio vegetale per scopi energetici nel nord della Tunisia nonché l’individuazione delle migliori modalità di dislocazione del prodotto finito (olio vegetale) nei territori di cooperazione e in ambito internazionale: a tale scopo verranno prese in considerazioni solo colture aventi la capacità di crescere in suoli poco fertili al fine di impedire in futuro la diffusione di queste piante in terreni destinati alla produzione di cibo.